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Archeologia

Archeologia salvata a Fonterutoli: dal recupero alla mostra

· 9 immagini

L’inaugurazione della mostra Archeologia salvata: i primi Etruschi a Fonterutoli al Museo Archeologico del Chianti, il 27 giugno 2025.
L’inaugurazione della mostra Archeologia salvata: i primi Etruschi a Fonterutoli al Museo Archeologico del Chianti, il 27 giugno 2025.
L’inaugurazione della mostra Archeologia salvata: i primi Etruschi a Fonterutoli al Museo Archeologico del Chianti, il 27 giugno 2025.

Nel dicembre 2024, alcuni nostri soci hanno trovato nei pressi di Fonterutoli reperti etruschi sottratti con scavi clandestini. Sei mesi dopo, il 27 giugno 2025, una prima selezione di quei materiali è stata presentata al Museo Archeologico del Chianti con la mostra Archeologia salvata: i primi Etruschi a Fonterutoli.

Dalla segnalazione dei nostri volontari è nato un lavoro condiviso con forze dell’ordine, istituzioni e studiosi, che ha permesso di mettere al sicuro i reperti, studiarli e restaurarne una prima parte. Lo scavo scientifico avviato nell’area ha inoltre portato alla luce nuove testimonianze della storia etrusca del nostro territorio, anch’esse presentate nella mostra.

Dicembre 2024 · La scoperta e il recupero

I reperti nascosti e l’allarme dei volontari

Tutto è iniziato poco prima di Natale, quando alcuni soci del Salingolpe si sono imbattuti in due fibule di bronzo nei pressi di Fonterutoli. La segnalazione alle autorità e il ritorno sul posto hanno portato a un ritrovamento ancora più consistente: oltre 130 reperti, sottratti con scavi clandestini e nascosti in sacchi, già ripuliti e raccolti in piccole buste. Il rischio era che scomparissero nel commercio illecito, separati per sempre dal luogo e dalle testimonianze che potevano aiutarci a comprenderli.

La prontezza dei nostri volontari e l’intervento dei Carabinieri di Castellina in Chianti, del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Firenze e della Soprintendenza hanno consentito di metterli al sicuro. Da quel momento il recupero è diventato un lavoro condiviso, con il Comune, il Museo, gli studiosi e la collaborazione della famiglia Mazzei, proprietaria del terreno.

Due fibule al momento del recupero, nel dicembre 2024. Dal catalogo della mostra, figura 1.
Due fibule al momento del recupero, nel dicembre 2024. Dal catalogo della mostra, figura 1.

Dallo scavo ai primi restauri

Una necropoli sconosciuta, nuove pagine di storia

Lo scavo scientifico d’emergenza è stato svolto nel dicembre 2024 dalla cooperativa Ichnos – Archeologia, Ambiente e Sperimentazione s.c.r.l. insieme a Marco Firmati, sotto la direzione della Soprintendenza, con la collaborazione del Laboratorio di Antropologia dell’Università di Siena e il contributo del nostro Gruppo. L’intervento ha individuato due sepolture a fossa ancora intatte, appartenenti a una necropoli fino ad allora ignota. I primi studi collocano il contesto tra la fine dell’VIII e la metà del VII secolo a.C., fra le testimonianze più antiche della presenza etrusca nel territorio chiantigiano.

Nella sepoltura attribuita a una giovane donna sono stati rinvenuti gli ornamenti dell’abito: quattro fibule, cioè le spille che fermavano gli abiti, e un fermaglio di ferro. Le forme e le decorazioni rimandano alla produzione volterrana e aiutano a ricostruire i legami di questo territorio con Volterra. Gli oggetti sono stati confrontati con quelli recuperati ai clandestini, riconducibili dagli studiosi alla stessa necropoli.

Al recupero sono seguiti la documentazione, lo studio dei materiali e dei resti umani e il restauro di una prima selezione di reperti. Laura Benucci e Nadia Barbi hanno curato i restauri e Marco Firmati il progetto espositivo. La mostra ha così riunito materiali recuperati dal saccheggio e testimonianze provenienti dallo scavo scientifico, rendendo leggibili anche al pubblico i primi risultati della ricerca.

Gli ornamenti della tomba 1, rinvenuta nello scavo scientifico: fibule e fermaglio, presentati nell’allestimento museale.
Gli ornamenti della tomba 1, rinvenuta nello scavo scientifico: fibule e fermaglio, presentati nell’allestimento museale.
Un particolare delle fibule esposte nella mostra Archeologia salvata.
Un particolare delle fibule esposte nella mostra Archeologia salvata.

27 giugno 2025 · La conferenza

Con Fabio Isman, capire il saccheggio dell’archeologia

Per accompagnare l’apertura della mostra abbiamo contattato e coinvolto Fabio Isman, giornalista e scrittore che da decenni indaga sui furti d’arte e sul traffico illecito di reperti. Alle 18, prima dell’inaugurazione, la sua conferenza L’arte e l’archeologia razziate ha allargato lo sguardo dalla vicenda di Fonterutoli al fenomeno degli scavi clandestini e alla dispersione del patrimonio.

L’incontro, seguito da un pubblico numeroso, ha offerto una chiave per comprendere la portata di quanto è accaduto anche qui: quando un reperto viene strappato al suo contesto, insieme all’oggetto si rischiano di perdere informazioni sulle persone che lo hanno usato, sulle sepolture e sulla storia dei luoghi. È anche per questo che abbiamo voluto affiancare alla mostra un’occasione di conoscenza e di confronto.

La conferenza L’arte e l’archeologia razziate, con Fabio Isman, prima dell’apertura della mostra.
La conferenza L’arte e l’archeologia razziate, con Fabio Isman, prima dell’apertura della mostra.

27 giugno 2025 · L’inaugurazione

Dalla ricerca alle vetrine del Museo

Alla conferenza è seguita l’inaugurazione di Archeologia salvata: i primi Etruschi a Fonterutoli. Inserita nel Progetto Etruschi 85/25, la mostra è stata allestita al Museo per il periodo dal 27 giugno 2025 al 6 gennaio 2026. Nelle vetrine trovava posto soltanto una piccola parte dei materiali salvati, mentre lo studio del rinvenimento apriva nuove prospettive sulla storia etrusca del Chianti.

Per il Salingolpe questa giornata ha dato un esito concreto all’attenzione per il territorio e all’impegno dei soci. Ringraziamo i Carabinieri, in particolare la Stazione di Castellina guidata dal maresciallo capo Roberto Montini, la Soprintendenza, il Comune, il Museo e tutti coloro che hanno contribuito al recupero e alla ricerca. La possibilità di vedere questi oggetti a Castellina è il risultato di un lavoro comune, dalla prima segnalazione fino alle sale del Museo.

Un momento dell’incontro al Museo in occasione dell’inaugurazione del 27 giugno 2025.
Un momento dell’incontro al Museo in occasione dell’inaugurazione del 27 giugno 2025.

Fotografie della giornata: Fondazione Musei Senesi, Fabrizio Bindi e Vito De Meo, secondo i crediti del post del Salingolpe del 30 giugno 2025. Fotografia del recupero: dal catalogo della mostra, figura 1; crediti fotografici del catalogo: Nadia Barbi, Marco Firmati e Luca Passalacqua.

I documenti della mostra

Invito all’inaugurazione — 27 giugno 2025

L’invito all’inaugurazione

Il programma del 27 giugno 2025.

Scarica il PDF ↓
Catalogo Archeologia salvata — Copertina

Il catalogo della mostra

Testi scientifici, fotografie e crediti. Betti Editrice, luglio 2025.

Scarica il PDF ↓

Fonti istituzionali

Il programma del Comune e la presentazione della Fondazione Musei Senesi, confrontati con il catalogo scientifico e con i post del Salingolpe del 24 e del 30 giugno 2025.

Comune di Castellina in Chianti ↗Salvaguardia dell’arte: tra furti e recuperi27 giugno 2025 · Programma dell’iniziativa Fondazione Musei Senesi ↗“Archeologia salvata”: i primi Etruschi a FonterutoliMostra 27 giugno 2025 – 6 gennaio 2026 · Presentazione istituzionale

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