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Archeologia

Gli Etruschi e l’olio d’oliva: una serata tra storia, paesaggio e sapori

· 7 immagini

La Sala del Capitano durante l’incontro, con il tavolo predisposto per la degustazione dell’olio nuovo.
La Sala del Capitano durante l’incontro, con il tavolo predisposto per la degustazione dell’olio nuovo.
La Sala del Capitano durante l’incontro, con il tavolo predisposto per la degustazione dell’olio nuovo.

Il 16 novembre 2025 ci siamo ritrovati nella Sala del Capitano della Rocca di Castellina in Chianti per un incontro dedicato all’olio d’oliva e alla sua storia nel mondo etrusco. A guidarci è stata la prof.ssa Lea Cimino, già docente di Etruscologia all’Università per Stranieri di Siena e vicepresidente del nostro Gruppo Archeologico Salingolpe.

La conferenza, intitolata «Gli Etruschi e l’olio d’oliva: produzione e consumo», faceva parte del programma di «Autunno in Chianti», la manifestazione promossa dal Comune per valorizzare i prodotti e le realtà del territorio. Abbiamo collaborato all’appuntamento con il Comune, portando nel programma della manifestazione uno sguardo archeologico sulla storia dell’olio.

La conferenza

L’olio nel mondo etrusco

Attraverso reperti, immagini e testimonianze scritte, Lea Cimino ha ricostruito gli aspetti della produzione e i diversi impieghi dell’olio. Accanto all’alimentazione trovavano posto la cura del corpo, le pratiche religiose e gli scambi commerciali: usi che aiutano a comprendere quanto questo prodotto fosse presente nella vita delle comunità antiche.

Il racconto ci ha riportati anche a un elemento familiare del paesaggio chiantigiano, l’olivo, invitandoci a osservarlo attraverso le tracce del passato. Per noi è stato un modo di avvicinare l’archeologia alla vita quotidiana, partendo da qualcosa che riconosciamo nei campi e sulle nostre tavole.

La prof.ssa Lea Cimino al tavolo dei relatori durante la conferenza nella Sala del Capitano.
La prof.ssa Lea Cimino al tavolo dei relatori durante la conferenza nella Sala del Capitano.
Il pubblico presente alla conferenza dedicata agli Etruschi e all’olio d’oliva.
Il pubblico presente alla conferenza dedicata agli Etruschi e all’olio d’oliva.

Fra le fonti richiamate durante l’incontro c’era anche un passo della Naturalis Historia di Plinio il Vecchio, proiettato nelle slide della presentazione. Alle testimonianze archeologiche si affiancavano così le parole di un autore antico, ampliando il racconto degli usi e del valore dell’olio nell’antichità.

Una veduta d’insieme della Sala del Capitano della Rocca medievale durante l’incontro.
Una veduta d’insieme della Sala del Capitano della Rocca medievale durante l’incontro.
La prof.ssa Lea Cimino durante la presentazione di una fonte antica: un passo della Naturalis Historia di Plinio il Vecchio.
La prof.ssa Lea Cimino durante la presentazione di una fonte antica: un passo della Naturalis Historia di Plinio il Vecchio.

Autunno in Chianti

Dal racconto all’assaggio

Ci ha fatto piacere vedere la Sala del Capitano accogliere un pubblico numeroso. Intorno alla conferenza si è ritrovata una comunità interessata a conoscere meglio la storia del proprio territorio.

Al termine abbiamo condiviso la degustazione dell’olio nuovo offerto dall’Azienda Agricola Il Cennino. Dopo averne ripercorso la storia, l’assaggio ha riportato l’olio al presente e ai prodotti della nostra terra: una conclusione semplice, che ha dato spazio anche al piacere di stare insieme.

La prof.ssa Lea Cimino durante il suo intervento sulla produzione e sul consumo dell’olio nel mondo etrusco.
La prof.ssa Lea Cimino durante il suo intervento sulla produzione e sul consumo dell’olio nel mondo etrusco.
La locandina della conferenza “Gli Etruschi e l’olio d’oliva: produzione e consumo”, Castellina in Chianti, 16 novembre 2025.
La locandina della conferenza “Gli Etruschi e l’olio d’oliva: produzione e consumo”, Castellina in Chianti, 16 novembre 2025.

Ringraziamo Lea Cimino per aver condiviso con noi le sue conoscenze, il Comune di Castellina in Chianti per l’ospitalità e la collaborazione, l’Azienda Agricola Il Cennino per la degustazione e la Fondazione Il Cuore si scioglie per il contributo all’iniziativa.

Un grazie anche a tutte le persone che hanno partecipato. Per il Salingolpe, raccontare la storia del territorio significa anche creare queste occasioni di incontro: mettere in comune ciò che conosciamo e trovare, insieme, nuovi motivi per guardare con attenzione ai luoghi in cui viviamo.

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