{"id":607,"date":"2018-02-23T18:56:49","date_gmt":"2018-02-23T17:56:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.grupposalingolpe.it\/?p=607"},"modified":"2026-04-10T12:21:03","modified_gmt":"2026-04-10T10:21:03","slug":"i-buonarroti-nel-chianti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.grupposalingolpe.it\/?p=607","title":{"rendered":"I Buonarroti nel Chianti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #993300;\"><strong>I Buonarroti nel Chianti. L&#8217;acquisto di Michelangelo del 1549<\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Su La Nazione del 21 febbraio 2018 si \u00e8 appreso della vendita relativa alla possessione che fu di Michelangelo Buonarroti in Chianti, ossia loc. La Torre, vicino la frazione de La Piazza a Castellina.&nbsp;&nbsp;&lt;&lt;Con&nbsp;<strong>7 milioni e 451.715<\/strong>&nbsp;mila euro potete comprarvi la casa appartenuta a uno dei pi\u00f9 grandi artisti di sempre:&nbsp;<strong>Michelangelo Buonarroti.<\/strong>&nbsp;E\u2019 in vendita&nbsp;<strong>Il Torrino di Michelangelo, a Castellina in Chianti&gt;&gt;.&nbsp;<\/strong>Cos\u00ec recita l&#8217;articolo di giornale da cui, poi, hanno attinto numerose testate nazionali.<\/p>\n<div id=\"attachment_611\" style=\"width: 636px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-611\" class=\"wp-image-611 size-full\" src=\"http:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/torre.jpg\" alt=\"\" width=\"626\" height=\"467\" srcset=\"https:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/torre.jpg 626w, https:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/torre-300x224.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 626px) 100vw, 626px\" \/><p id=\"caption-attachment-611\" class=\"wp-caption-text\">Podere La Torre, Castellina in Chianti. Foto de La Nazione<\/p><\/div>\n<p>Ci preme a questo punto fare un po&#8217; di chiarezza. La questione, in realt\u00e0, \u00e8 gi\u00e0 ben nota agli addetti ai lavori. Fin dalle prime pubblicazioni della corrispondenza di Michelangelo si fa cenno anche ai beni posseduti fuori citt\u00e0, quindi in Chianti. Anche di recente, in libri e articoli riguardanti il celebre scultore, le informazioni sembrano essere abbastanza chiare. Il prof.&nbsp;Rab Hatfield, studioso americano di Michelangelo, nel suo libro&nbsp;<em>The Wealth of Michelangelo (<\/em>Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2002) specifica pi\u00f9 volte la consistenza dei beni chiantigiani della famiglia Buonarroti. Con questo articolo, quindi, intendiamo sottolineare ulteriormente di quali beni parliamo dopo aver verificato vari documenti d&#8217;epoca che si conservano in copia anche nel nostro archivio associativo.<\/p>\n<p>Non un solo podere in Chianti ma ben <strong>quattro<\/strong>, oggi rappresentanti tutti distinte attivit\u00e0 produttive.&nbsp;<\/p>\n<p>I beni chiantigiani, prima di esseri acquistati da Michelangelo Buonarroti, appartennero alla famiglia <strong>De Nobili<\/strong>, un&#8217;antica famiglia originaria della Valdelsa e da subito filomedicea. Ebbe molti membri importanti tra cui ricordiamo solo il cav. Guccio di Cino, priore nel 1374 e ambasciatore a Roma nel 1378. All&#8217;epoca della transizione, i beni risultavano intestati ancora a<strong> Giovanfrancesco di Antonio di Leonardo De Nobili<\/strong>, gi\u00e0 priore e gonfaloniere di giustizia, poi eletto senatore e commissario di Pistoia. Nel 1534, la possessione detta <strong>Torre al Colle, popolo di S. Giorgio a Grignano,&nbsp;<\/strong>\u00e8 di Giovanfrancesco (ASF, Dec. Grand, 3606, c. 41r) e ai De Nobili appartenne fin dal 1427. Costui abitava a Firenze nel popolo di Santa Felicita, nella Via de Bardi, e oltre a vari possedimenti tra Castellina e Greve in Chianti (S. Maria a Petriolo), era titolare di una bottega da sarto in Via Porta Rossa, zona all&#8217;epoca piena&nbsp;di botteghe di artigiani dell&#8217;Arte della Seta, e di una bottega poco distante &lt;&lt;a uso d&#8217;arte di lana, con un&#8217;abitazione sopra&gt;&gt; . Possedeva anche un palazzo nel popolo di S. Michele Visdomini.<\/p>\n<div id=\"attachment_608\" style=\"width: 620px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-608\" class=\"wp-image-608 size-large\" src=\"http:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/28071215_10215397939484578_4798825362926015362_o-1024x188.jpg\" alt=\"\" width=\"610\" height=\"112\" srcset=\"https:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/28071215_10215397939484578_4798825362926015362_o-1024x188.jpg 1024w, https:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/28071215_10215397939484578_4798825362926015362_o-300x55.jpg 300w, https:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/28071215_10215397939484578_4798825362926015362_o-768x141.jpg 768w, https:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/28071215_10215397939484578_4798825362926015362_o.jpg 1321w\" sizes=\"auto, (max-width: 610px) 100vw, 610px\" \/><p id=\"caption-attachment-608\" class=\"wp-caption-text\">Dichiarazione fiscale di Giovanfrancesco de Nobili del 1534. Particolare del possedimento di Torre al Colle, popolo di S. Giorgio a Grignano, Castellina in Ch. (ASF, Dec Grand, 3606, c. 41)<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Possiamo affermare con certezza che la possessione chiantigiana cos\u00ec come la compr\u00f2 Michelangelo fu realizzata proprio da Giovanfrancesco De Nobili, il quale all&#8217;antica propriet\u00e0 de La Torre aggiunse tra il 1504 e il 1527, acquistando da contadini locali, terre e poderi limitrofi.<\/p>\n<p>Nella fitta corrispondenza tra Michelangelo Buonarroti e suo nipote Leonardo, si parla spesso di vari acquisti immobiliari, tra cui anche di quello chiantigiano. Michelangelo sembra molto interessato all&#8217;acquisto ed esorta il nipote a non preoccuparsi &#8220;de denari&#8221;. Attraverso due polizze di cambio agli Altoviti e a B. Bettini, Michelangelo fa pervenire a Leonardo Buonarroti, i primi di giungo del 1549, ben 1.500 scudi d&#8217;oro, ossia parte dei suoi guadagni ottenuti mentre lavorava a Roma per il papa.<\/p>\n<p>La propriet\u00e0 di Giovanfrancesco De Nobili fu venduta con atto del 18 giugno 1549 (rogato ser Piero di Lodovico Gemmari, anche detto Dell&#8217;Orafo) a Michelangelo Buonarroti rappresentato dal nipote Leonardo. Bisogna premettere che se leggessimo solo l&#8217;arroto del 1549, ossia la voltura dei beni passati da un proprietario all&#8217;altro, non si capirebbe bene l&#8217;estensione e le esatte denominazioni dei vari immobili. Cos\u00ec com&#8217;erano intestati ai De Nobili, vengono trasmessi ai Buonarroti. L&#8217;atto notarile di compra-vendita, invece, specifica chiaramente che la possessione era costituita da ben 4 poderi. A curare la pratica fu l&#8217;<strong>Ufficio de Pupilli<\/strong> per conto dell&#8217;eredit\u00e0 spettante a Pierantonio, figlio del fu Giovanfrancesco De Nobili, e alla vedova Simona Guicciardini. Tale Ufficio si occupava della tutela dei minorenni il cui padre fosse morto senza nominare un tutore e delle vedove, per quanto riguardava la salvaguardia dei loro beni e relative esecuzioni testamentarie. In questa voltura del 1549, si legge che i beni di tale eredit\u00e0 &lt;&lt;compr\u00f2 detto Michelangelo di Ludovico Buonarroti per fiorini 2.300 [&#8230;] dagli ufficiali de pupilli, curatori della eredit\u00e0 di Pierantonio di Giovanfrancesco de Nobili &gt;&gt;. (fonte: ASF, Dec Grand, 2256, c. 216). 2300 fiorini \u00e8 il costo dei poderi al netto di spese e imposte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_609\" style=\"width: 620px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-609\" class=\"wp-image-609 size-large\" src=\"http:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/1549-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"610\" height=\"458\" srcset=\"https:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/1549-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/1549-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/1549-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 610px) 100vw, 610px\" \/><p id=\"caption-attachment-609\" class=\"wp-caption-text\">Voltura dei beni chiantigiani De Nobili al nuovo proprietario, Michelangelo. In alto, si legge bene podere detto &#8220;Torre al Colle&#8221;. (ASF, Dec Grand, 2256, c. 216)<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Michelangelo, dunque, diventa proprietario del podere Torre al Colle, eredit\u00e0 di una pi\u00f9 antica casa-torre medievale, il cui primo riferimento, effettivamente, si ritrova in una pergamena della Badia di Passignano&nbsp;del marzo 1049 (ASF, Diplomatico, Passignano, tomo 61\/I, carta 61 r).<\/p>\n<p>Si veda, adesso, il contenuto dell&#8217;atto notarile del 18 giugno 1549 (ASF, Not Ant., 8733, cc. 328v-332v) Qui si apprende che la propriet\u00e0 De Nobili ceduta a Michelangelo dagli Ufficiali de Pupilli, consisteva esattamente nei seguenti beni posti nel popolo di S. Giorgio a Grignano:<\/p>\n<ol>\n<li>Podere con casa da lavoratore e un poco da Oste (cio\u00e8 da padroni), con terre lavorative, vitate, olivate, luogo detto alla <strong>Torre al Colle<\/strong>.<\/li>\n<li>Podere con casa da lavoratore e terre lavorative, vitate e olivate, luogo detto alla<strong> Casa Nova <\/strong>(i cui terreni, oggi, sono della famiglia Bucciarelli).<\/li>\n<li>Podere con casa da lavoratore e terre lavorative, vitate, fruttate e sode, luogo detto I<strong>l Colle<\/strong>.<\/li>\n<li>Podere con terre lavorative, vitate e olivate in luogo detto a <strong>Grignanello<\/strong>.<\/li>\n<li>Un terreno boschivo (marroneto e castagneto), sito nel popolo di Santa Maria a Petriolo (comune di Greve), luogo detto <em>Selvole<\/em> ovvero&nbsp;<strong>La Colombaia <\/strong>(attuale toponimo le&nbsp;<em>Colombaie<\/em>).<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_610\" style=\"width: 620px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-610\" class=\"wp-image-610 size-large\" src=\"http:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/atto-1549-768x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"610\" height=\"813\" srcset=\"https:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/atto-1549-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/atto-1549-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/atto-1549.jpg 1942w\" sizes=\"auto, (max-width: 610px) 100vw, 610px\" \/><p id=\"caption-attachment-610\" class=\"wp-caption-text\">Atto di compra-vendita del 18 giugnio 1549. In rosso si evidenzia il nome di Michelangelo definito &#8220;egregium sculptorem&#8221;. (ASF, Not. Ant., 8733, cc. 328-332)<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Da questo documento, quindi, si comprende che la propriet\u00e0 acquistata da Michelangelo Buonarroti consistette nel podere <strong>La Torre<\/strong>, l&#8217;unico ad avere anche un&#8217;area residenziale per accogliere la presenza dei proprietari (pi\u00f9 tardi ci sar\u00e0 anche un frantoio posto sotto l&#8217;area padronale); il podere <strong>Casa Nova<\/strong>, del quale solo la casa colonica \u00e8 di propriet\u00e0 Nittardi mentre la Capanna con tutti i terreni dei Buonarroti sono, oggi, della fam. <strong>Bucciarelli<\/strong>; il podere <strong>Il Colle<\/strong> che, come gi\u00e0 ben vide il prof.&nbsp;Hatfield, corrisponde a <strong>Casavecchia <\/strong>(propriet\u00e0 Buondonno), podere posto sullo stesso colle, appunto, de La Torre; e, infine, il podere <strong>Grignanello<\/strong>, storica propriet\u00e0 Galilei. Questo podere era suddiviso in tre propriet\u00e0, una delle quali, pi\u00f9 modesta rispetto alle restanti, fu acquistata dai De Nobili da un contadino locale (Mariano di Verdiano) nel 1513.&nbsp;<\/p>\n<p>Per ottenere maggior conferma di quanto esposto basterebbe consultare il seicentesco Stato delle Anime della parrocchia di S. Giorgio a Grignano (o, anche, quello di Santa Maria a Monteripaldi, detta pure di Grignano) ma, essendo i beni rimasti in Casa Buonarroti fino al 1867, un rapido controllo sul Catasto Leopoldino del 1825, mostra come le particelle relative ai suddetti poderi fossero all&#8217;epoca tutte intestate a <em>Michelangelo Buonarroti di Leonardo<\/em>, discendente del pi\u00f9 noto scultore rinascimentale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per quanto concerne, invece, l&#8217;eventuale trasferimento, foss&#8217;anche temporaneo, del grande Michelangelo presso la sua tenuta in Chianti, a un primo sguardo non sembrano esserci prove certe. Sicuramente il nipote Leonardo visit\u00f2 queste contrade per meglio valutare l&#8217;agognato affare ma non siamo certi che il Maestro fece lo stesso. In quel periodo, inoltre, era ampiamente indaffarato a Roma in una moltitudine di progetti e l&#8217;et\u00e0 avanzata (aveva gi\u00e0 74 anni quando fece acquistare i poderi chiantigiani nel 1549), accompagnata anche da qualche periodo di malattia, mal si coniugherebbe con un&#8217;eventuale trasferimento in Toscana. Addirittura Cosimo I de Medici, nel 1563, fondando la Compagnia dell&#8217;Arte del Disegno (corporazione&nbsp;cui dovevano aderire tutti i migliori artisti operanti in&nbsp;Toscana) lo nomin\u00f2 <em>Console<\/em> di quest&#8217;Istituzione, titolo onorifico suggerito da Vasari e ultima azione per convincere il Buonarroti a tornare a Firenze. Rifiut\u00f2 e rimase a Roma fino alla morte sopraggiunta il 18 febbraio 1564. Ci\u00f2 per\u00f2 non escluderebbe che il maestro, almeno una volta nella sua vita, non avesse mai soggiornato a La Torre. Almeno ci piace sperarlo.<\/p>\n<p>Relativamente, poi, alla nota espressione sul vino &#8220;trebbiano&#8221; presa dall&#8217;epistolario, ossia: &lt;&lt;&nbsp;preferirei avere due barili di trebbiano piuttosto che otto camicie &gt;&gt;, questa non pu\u00f2 riferirsi al vino chiantigiano poich\u00e9 la lettera fu scritta nel 1545 mentre i possedimenti in Chianti furono acquistati 4 anni dopo, nel 1549. Semmai, potrebbe essere utile citare alcune lettere del 1552-1553, con le quali Michelangelo ringrazia suo nipote per avergli spedito del vino trebbiano (44 fiaschi) che definisce &#8220;molto buono&#8221;, ma non siamo certi che provenisse proprio dal Chianti, almeno ci\u00f2 non si evince dalla lettera del Maestro: bisognerebbe leggere quella del nipote per esser sicuri. Gi\u00e0 da tempo i Buonarroti disponevano di numerosi beni, tra cui vari poderi vitati a Settignano, Rovezzano e Rifredi (ASF, Dec Grand, 3601, c. 41, anno 1534). Il desiderio di investire pi\u00f9 che accumulare denaro era fortissimo in Michelangelo. Del resto, proprio lui disse al nipote, con una lettera del 18 febbraio 1546, &lt;&lt;io voglio comperare per fare un&#8217;entrata per me, perch\u00e9 non posso pi\u00f9 lavorare&gt;&gt;.<\/p>\n<p>Oggi il podere La Torre \u00e8 una prestigiosa propriet\u00e0 immersa nella celebre campagna chiantigiana e di certo va riconosciuto il notevole impegno profuso in tutti questi anni, fin dal 1973, dall&#8217;ing. Rinaldo Busoni, che fin da subito si adoper\u00f2 restaurandolo e preservandolo nel tempo a gran beneficio dei presenti e, ovviamente, anche dei posteri. Stessa cosa per\u00f2 dicasi anche per gli altri poderi (Casa Nuova, Casavecchia e Grignanello) che pure furono, al pari de La Torre, del celebre scultore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Vito De Meo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I Buonarroti nel Chianti. L&#8217;acquisto di Michelangelo del 1549 &nbsp; Su La Nazione del 21 febbraio 2018 si \u00e8 appreso della vendita relativa alla possessione che fu di Michelangelo Buonarroti in Chianti, ossia loc. La Torre, vicino la frazione de La Piazza a Castellina.&nbsp;&nbsp;&lt;&lt;Con&nbsp;7 milioni e 451.715&nbsp;mila euro potete comprarvi la casa appartenuta a uno dei pi\u00f9 grandi artisti di sempre:&nbsp;Michelangelo Buonarroti.&nbsp;E\u2019 in vendita&nbsp;Il Torrino di Michelangelo, a Castellina in Chianti&gt;&gt;.&nbsp;Cos\u00ec recita l&#8217;articolo di giornale da cui, poi, hanno attinto numerose testate nazionali. Ci preme a questo punto fare un po&#8217; di chiarezza. La questione, in realt\u00e0, \u00e8 gi\u00e0 ben nota agli addetti ai lavori. Fin dalle prime pubblicazioni della corrispondenza di Michelangelo si fa cenno anche ai beni posseduti fuori citt\u00e0, quindi in Chianti. Anche di recente, in libri e articoli riguardanti il celebre scultore, le informazioni sembrano essere abbastanza chiare. Il prof.&nbsp;Rab Hatfield, studioso americano di Michelangelo, nel suo libro&nbsp;The Wealth of Michelangelo (Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2002) specifica pi\u00f9 volte la consistenza dei beni chiantigiani della famiglia Buonarroti. Con questo articolo, quindi, intendiamo sottolineare ulteriormente di quali beni parliamo dopo aver verificato vari documenti d&#8217;epoca che si conservano in copia anche nel nostro archivio associativo. 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