{"id":426,"date":"2015-03-13T17:06:50","date_gmt":"2015-03-13T16:06:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.grupposalingolpe.it\/?p=426"},"modified":"2026-04-10T12:21:03","modified_gmt":"2026-04-10T10:21:03","slug":"il-restauro-del-noto-arch-giovanni-pacini-della-chiesa-del-ss-salvatore-di-castellina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.grupposalingolpe.it\/?p=426","title":{"rendered":"Il restauro del noto Arch. Giovanni Pacini della Chiesa del SS. Salvatore di Castellina"},"content":{"rendered":"<h4 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #c42929;\"><strong>Il Restauro ottocentesco della Pieve del SS. Salvatore di Castellina in Chianti.<\/strong><\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #c42929;\"><strong>La mano del noto architetto colligiano Giovanni Pacini<\/strong><\/span><\/h4>\n<p>La Pieve del SS. Salvatore di Castellina in Chianti fu edificata nella seconda met\u00e0 del Quattrocento ed eredita il ruolo della pi\u00f9 antica chiesa di San Salvatore all\u2019arbiola, verosimilmente collocata non molto distante dall\u2019attuale centro cittadino, dove appunto nasce il fiume Arbia, area che tutt\u2019oggi conserva il significativo toponimo di \u201cMonistero\u201d. Originariamente la chiesa era una suffraganea del piviere di San Leonino in Conio, posta sotto la giurisdizione ecclesiastica della Diocesi di Fiesole fino al 1592, quando fu istituita la Diocesi di Colle Val d\u2019Elsa.<\/p>\n<div id=\"attachment_803\" style=\"width: 303px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-803\" class=\"wp-image-803\" src=\"http:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/467_001-198x300.jpg\" alt=\"\" width=\"293\" height=\"444\" srcset=\"https:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/467_001-198x300.jpg 198w, https:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/467_001.jpg 676w\" sizes=\"auto, (max-width: 293px) 100vw, 293px\" \/><p id=\"caption-attachment-803\" class=\"wp-caption-text\">La facciata a finto marmo della Chiesa del SS. Salvatore dopo il restauro del 1864, cio\u00e8 come appariva prima dei nuovi rifacimento di fine secolo.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_427\" style=\"width: 233px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-427\" class=\"size-medium wp-image-427\" src=\"http:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/1-223x300.jpg\" alt=\"La Pieve del SS. Salvatore di Castellina in Chianti in una foto d'inizio Novecento\" width=\"223\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/1-223x300.jpg 223w, https:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/1-762x1024.jpg 762w, https:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/1.jpg 979w\" sizes=\"auto, (max-width: 223px) 100vw, 223px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-427\" class=\"wp-caption-text\">La Pieve del SS. Salvatore di Castellina in Chianti in una foto di fine Ottocento<\/p><\/div>\n<p>La pieve del SS. Salvatore raggiunse nei secoli una grande importanza, tanto da meritare la facoltosa attenzione di illustri famiglie fiorentine (Ugolini, Squarcialupi, Bianciardi, Landi, etc.) e il continuo sopporto materiale del popolo. Sub\u00ec diverse ristrutturazioni, interventi necessari e mirati a restaurarla o ad ampliarla. Vi si edificarono numerose cappellanie, sepolture private, altari e compagnie religiose che contribuirono a magnificare il tempio con decorazioni architettoniche, raffinate suppellettili e pregevoli opere d\u2019arte sacra. Il presente intervento, tuttavia, non intende narrare la genesi di questo punto nevralgico della vita religiosa e sociale del Chianti ma porre l\u2019attenzione sulle ultime eccezionali ristrutturazioni Ottocentesche che, come vedremo, furono realizzate per mano di autorevoli personalit\u00e0 ben affermate in tutta la Toscana.<\/p>\n<p>L\u2019Archivio parrocchiale conserva numerosi documenti a proposito, da questi apprendiamo che furono due le ristrutturazioni pi\u00f9 importanti eseguiti nel XIX secolo. Nel <strong>1814<\/strong> a cura del preposto Dionisio Guidi, e nel <strong>1864<\/strong> per opera del pievano Vincenzo Mangani. Numerosissime le modifiche apportate alla fisionomia del tempio. Basti pensare che nella prima ristrutturazione del 1814, vi si demolivano alcuni altari minori collocati nelle navate laterali mentre altri \u2013 per esempio quello che ospitava il quattrocentesco affresco della Madonna del Latte, opera della bottega di Bicci di Lorenzo&nbsp; &#8211; furono spostati e tutelati con maggiori accorgimenti. Si rifece la Cantor\u00eca che ospitava l\u2019organo, eredit\u00e0 di un antico strumento cinquecentesco trasferito alla Pieve di Sant\u2019Agnese. La Tribuna fu rialzata con volta a cupola. Nel 1864, invece, gli accorgimenti furono pi\u00f9 conservativi (anche se non mancarono interventi estetici, come la dipintura della facciata ad imitazione del colore del marmo) oltre a prevedere tutta una serie di nuove decorazioni dentro e fuori il tempio. Ma si ponga attenzione sulla prima ristrutturazione ottocentesca, a cura di d. Dionisio Guidi. Stando alle fonti documentarie, tra l\u2019altro riprese da Luigi Biadi per il suo compendio storico su Castellina, l\u2019intervento fu promosso dal proposto Guidi insieme a un noto concittadino, il Sig. Filippo Bianciardi, all\u2019epoca proprietario anche di un negozio a Firenze.<\/p>\n<p>Ma chi concep\u00ec la ristrutturazione? Chi permise di ampliare l\u2019edificio donandoli \u201c<em>nobilem formam<\/em>\u201d? Non sono molti, oggi, i documenti che esplicitano tale informazione ma possiamo affermare con sicurezza che fu il noto architetto colligiano <strong>Giovanni Pacini<\/strong> (Colle Val d\u2019Elsa 1778 \u2013 1838). Fino ad ora non si \u00e8 data molta importanza, ma proprio per questo \u00e8 bene ricordare, se pur a grandi linee, l\u2019eccelsa personalit\u00e0 del Pacini. Fu professore dell\u2019Accademia di Belle Arti di Firenze e ricopr\u00ec incarichi notevoli nell\u2019apparato statale del Granducato di Toscana. Come architetto dello Scrittoio delle Regie Fabbriche lavor\u00f2 a Piombino e all\u2019isola d\u2019Elba, tra l\u2019altro proprio nel periodo (1814-1817) in cui si occup\u00f2 della nostra pieve castellinese. &nbsp;A Livorno, come architetto comunitativo, restaur\u00f2 il Lazzaretto di San Jacopo e l\u2019ospedale del Lazzaretto di San Leopoldo. Per intenderci, strutture settecentesche che insistevano dove oggi sorge la prestigiosa Accademia Navale. Sempre a Livorno fu chiamato per occuparsi del Palazzo Reale, il porto, la Fortezza Vecchia e Nuova. Supervision\u00f2 la manutenzione dei Forti di Bibbiena e di Castagneto Carducci (1826) e nel 1833 la comunit\u00e0 di Lucca richiese un suo parere sul lavoro di Lorenzo Nottolini riguardante il celebre acquedotto. Insieme a Pasquale Poccianti ricostru\u00ec la facciata della Cattedrale di Pontremoli a Bibbiena. Di eguale rilevanza le opere realizzate a Firenze negli anni Trenta dell\u2019Ottocento, dove restaur\u00f2 Palazzo Ridolfi in via Maggio e il Liceo di Candeli in Borgo Pinti. Effettu\u00f2 anche la trasformazione dell\u2019antico Teatro Mediceo degli Uffizi in Archivio e Guardaroba generale.<\/p>\n<p>Come si vede, un professionista chiarissimo degno d\u2019ogni rispetto.<\/p>\n<p><strong>Ma come and\u00f2 a Castellina?<\/strong> Che rapporto instaur\u00f2 il preposto Guidi con il noto architetto? Cosa realizz\u00f2 esattamente per la pieve?<\/p>\n<p>Dalle testimonianze documentarie presenti nell\u2019archivio parrocchiale risultano ben poche tracce, probabilmente molte meno rispetto alla mole di documenti che dovette consultare il Biadi a met\u00e0 Ottocento.<\/p>\n<p><em>Poche ma buone, per fortuna<\/em>. Infatti se per i lavori generali del tempio non si conservano disegni o perizie, vi \u00e8 un\u2019interessantissima lettera di d. Guidi spedita al suddetto parrocchiano Filippo Bianciardi. Un testo esteso, ben meditato e abbastanza \u201ccolorito\u201d, dal quale apprendiamo di alcuni interventi relativi a grandissime travi e assi di legno, da utilizzarsi proprio per le ristrutturazioni. Prima di conoscere le parole di d. Guidi, si preferisce per\u00f2 ricordare che l\u2019arch. Giovanni Pacini lavor\u00f2 per la pieve castellinese gi\u00e0 nel 1807, quando si occup\u00f2 di risistemare la scalinata che porta al sagrato della chiesa. Una spesa preventivata in ben 643 Lire toscane. Per la prima volta, si pubblicano le tavole \u2013 le uniche pervenuteci \u2013 della perizia redatta dal Pacini<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_428\" style=\"width: 620px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/IMGP0229.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-428\" class=\"wp-image-428 size-large\" src=\"http:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/IMGP0229-781x1024.jpg\" alt=\"Preventivo di spesa per la ristrutturazione del sagrato. Opera dell'arch. Giovanni Pacini\" width=\"610\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/IMGP0229-781x1024.jpg 781w, https:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/IMGP0229-229x300.jpg 229w, https:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/IMGP0229.jpg 1891w\" sizes=\"auto, (max-width: 610px) 100vw, 610px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-428\" class=\"wp-caption-text\">Preventivo di spesa per la ristrutturazione del sagrato. Opera dell&#8217;arch. Giovanni Pacini<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_429\" style=\"width: 620px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/IMGP0231.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-429\" class=\"wp-image-429 size-large\" src=\"http:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/IMGP0231-1024x746.jpg\" alt=\"Doppio progetto di ristrutturazione del sagrato a cura dell'arch. Giovanni Pacini\" width=\"610\" height=\"444\" srcset=\"https:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/IMGP0231-1024x746.jpg 1024w, https:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/IMGP0231-300x219.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 610px) 100vw, 610px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-429\" class=\"wp-caption-text\">Doppio progetto di ristrutturazione del sagrato a cura dell&#8217;arch. Giovanni Pacini<\/p><\/div>\n<p>Dalla Relazione che accompagna i disegni, si intuisce anche lo spirito e il carattere del celebre architetto. Per questo lavoro esordisce dicendo:<\/p>\n<p><em>L\u2019attuale Gradinata che mette sul Cimitero della di Lei Chiesa, costruita&nbsp; fin dalla sua origine, per dir cos\u00ec, dall\u2019azzardo e dall\u2019ignoranza; logorata e mal condotta dall\u2019ingiurie de\u2019 tempi; ed in ultimo mutilata nella ricostruzione della nuova strada, offre agli sguardi dello Spettatore una macerie di pietre indigeste, che deturpano quel luogo, e pongono a cimento chiunque l\u2019ascende. [\u2026] Fra i diversi pensieri che mi son comparsi d\u2019avanti, meritan certamente la prelazione quelli che si vedono delineati nell\u2019annessa Tavola di Corredo[\u2026] Io non mi occupo della descrizione di dette Gradinate, per la ragione di non offender di troppo la Loro capacit\u00e0, quando la semplice vista del Disegno serve per far capire a bastanza.<\/em><\/p>\n<p><em>I Parapetti che si osservano nel Disegno, n\u00e9 punti pi\u00f9 pericolosi del Cimitero a scanso di qualche disgrazia, mi pare che somministrino un comodo troppo bello, per invitare i Men \u2013 Devoti a trattanercisi a crocchio, anche in tempo delle sacre Funzioni, con scandalo della Classe pi\u00f9 Religiosa: quando credessero di dover allontanare un tal disordine, si potrebbero sostituire ai medesimi dei Ferri a foggia di Ringhiera [&#8230;].<\/em><\/p>\n<p><em>Colle, 14 Luglio 1807<\/em><\/p>\n<p><em>Giovanni Pacini.<\/em><\/p>\n<p><em>&nbsp;<\/em><\/p>\n<p><strong>I lavori<\/strong>, dunque, <strong>principiarono come minimo dal 1807 per concludersi nel 1814<\/strong>, come dimostrava un\u2019iscrizione posta in chiesa dallo stesso preposto Guidi e riportata dal Biadi nel suo Compendio.<\/p>\n<p>Dalla suddetta Relazione si evince certamente l\u2019abilit\u00e0 del Pacini ma anche una scarsa \u201cdelicatezza\u201d, con la quale si disprezza, senza mezzi termini, l\u2019antica gradinata definendola come <em>costruita dall\u2019azzardo e dall\u2019ignoranza<\/em>. Tuttavia le idee nonch\u00e9 i disegni dell\u2019autorevole architetto colligiano sono condivisibili e di chiaro valore\u2026 anche se, in realt\u00e0, <strong>i rapporti intessuti con il proposto Guidi non furono proprio idilliaci<\/strong>. Nella lettera inviata al Sig. Filippo Bianciardi, d. Guidi esplicita, quasi sfogandosi, la pessima stima nutrita verso il Pacini.<\/p>\n<p>Di questa lunga lettera, si riportano i passaggi pi\u00f9 significativi, dai quali emerge chiaramente il tenore dei rapporti tra le parti nonch\u00e9 alcune interessanti informazioni sui lavori da farsi per la ristrutturazione della chiesa e relativo&nbsp; &#8211; pessimo &#8211; stato finanziario con cui sostenerla.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Castellina 26 marzo 1812<\/em><\/p>\n<p><em>Amico Carissimo,<\/em><\/p>\n<p><em>Io credo che il Pacini mi voglia fare impazzare, vuole tutte le cose a suo modo, ne s\u00e0 indursi a regolarsi con i suoi maledetti disegni secondo le circostanze; fa dell\u2019ordinazioni impietose e impossibili ad\u2019eseguirsi; vuole delle travi della larghezza e dell\u2019altezza &nbsp;[\u2026] impossibile il poter trovarsi qui legname di tal grossezza e lunghezza; ed esso torna a replicare che procuri di trovarlo [\u2026] sono estremamente pentito di essermi impacciato con esso, avendo ben conosciuto che \u00e8 un capo pieno di ostinazione, e di cocciutaggine, che pretende di parlare da Alto, e che i suoi disegni vadino al pari con i decreti divini, che non ammettono variazione; con la sua lentezza e con le sue ordinazioni cocciute mi ha fatto marcire un\u2019ala di fegato.<\/em><\/p>\n<p><em>Si \u00e8 ostinato nella maledettissima ordinazione degli sconsagrati Rosoni di gesso, spesa inutile, capricciosa, e niente a proposito; mi domand\u00f2 se gli doveva pagar lui, oppure qualche altro cost\u00ec di mia commissione; gli risposi che avendogli lui ordinati gli avesse anche pagati; e perch\u00e9 gli aggiunsi celiando [scherzando], che sarebbe stato rimborsato a urli di lupo, mi ha replicato in una maniera in cui l\u2019amicizia non ci ha posto; per il ch\u00e9 vi prego a fargli pagar Voi, e se occorre, che cost\u00ec dobbiate rimettere quanto occorrer\u00e0 sborsare per i detti sconsagratissimi Rosoni, che il Diavolo se li porti, avvisatemelo e per la prima occasione spedir\u00f2 l\u2019occorrente. <\/em><\/p>\n<p><em>Al Pacini non gli scrivo, se voi credete di abboccarvici per contestargli l\u2019impossibilit\u00e0 di poter trovar qui il legname [\u2026] che pretende [\u2026], fatelo. Incomincio a pentirmi di cuore di essermi cimentato in questo dispendiosissimo lavoro per cui prevedo che vado a rovinarmi nelle barbe, e a questo quel corbellone del Pacini non ci pensa, e purch\u00e9 siano eseguiti i suoi immutabili Disegni. La Quaresima \u00e8 finita, e perch\u00e9 non riprincipino le linguacce a lacerarmi, dovrei, terminata la Festa, dar principio al Lavoro: ma come? Mi ha detto il Mer che Geppaccio Fontani mi contesta la maggior somma su cui contavo, e che riguarda il legato Landi; qual somma sapete dovrei ritirarla dalla Piazza, a cui fu consegnata in deposito, e ancorch\u00e9 non me la contestasse, essendo fallito il Mercante a cui avevamo venduti i maiali, e perci\u00f2 essendoci restati allo scoperto di qualche migliaio [\u2026]. Il Faellino, che deve pagarmi, \u00e8 fallito affatto, mi disse ch eoggi ad istanza di alcuni creditori di Siena gli \u00e8 stato inventariato quanto ha in casa, considerate dunque se sar\u00e0 in grado di pagarmi tal somma. L\u2019Antonelli \u00e8 debitore di L. 25, ma ben sapete quanto \u00e8 tribolato. Pietro piange, e non sa come farsi a andare avanti. L\u2019abate sapete come pensa, \u201ce se vi \u00e8 da sperare che si svenga\u201d: Dunque tutto l\u2019assegnamento su cui posso contare consiste in quel poco di grano, che ho da vendere e in quella sommarella che avete Voi: ma a che baster\u00e0? A principiare. [\u2026] il Pacini fa di tutto per angustiarmi pi\u00f9 che pu\u00f2 senza alcun riguardo, e senza voler battere la strada dei compensi. Vi ripeto, che se credete bene di andarlo a trovare, e di fare con esso una sessioncella, La facciate pure, ma state con l\u2019occhio alla penna per non lasciarvi infinocchiare dalle sue ciarle imponenti, diversamente contribuirete al vostro danno perch\u00e9 il vostro arsenale se ne risentir\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Astenetevi dal parlargli del mio disgusto, acci\u00f2 che il male non si renda peggiore. <\/em><\/p>\n<p><em>&nbsp;<\/em><\/p>\n<p><em>&nbsp;<\/em><\/p>\n<p>Per fortuna, anche se a rilento, i lavori proseguirono ma il Pacini a Castellina, probabilmente, non ci lavor\u00f2 mai pi\u00f9.<\/p>\n<p><em><br \/>\nVito De Meo<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Restauro ottocentesco della Pieve del SS. Salvatore di Castellina in Chianti. La mano del noto architetto colligiano Giovanni Pacini La Pieve del SS. 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