{"id":281,"date":"2014-08-30T12:52:19","date_gmt":"2014-08-30T10:52:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.grupposalingolpe.it\/?p=281"},"modified":"2025-05-22T22:27:44","modified_gmt":"2025-05-22T20:27:44","slug":"rinvenuti-dal-gruppo-salingolpe-antichi-cippi-di-confine-con-stemma-araldico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.grupposalingolpe.it\/?p=281","title":{"rendered":"Rinvenuti dal Gruppo Salingolpe antichi cippi di confine con stemma araldico"},"content":{"rendered":"<p style=\"color: #666666; text-align: justify;\">Di questo rinvenimento fortuito se n&#8217;\u00e8 gi\u00e0 parlato qualche mese fa, se pur in&nbsp;sintesi, sulle colonne de <a href=\"http:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/gallery\/rassegna-st\/10269126_10204152126666286_8961177405222843399_o.jpg\">La Nazione Siena<\/a> (13.06.2014), ma la particolarit\u00e0 dei manufatti nonch\u00e9 il contesto di rinvenimento meritano certamente un approfondimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto \u00e8 partito da un&#8217;escursione di alcuni soci del&nbsp;<b>Gruppo Archeologico Salingolpe<\/b>&nbsp;nelle localit\u00e0 di Trebbio e Ferrale; escursione programmata per osservare la grande biodiversit\u00e0 dei nostri boschi e cercando di ripercorrere i sentieri di un&#8217;antica pianta del Trebbio rinvenuta dal Gruppo Salingolpe qualche mese prima. In quest&#8217;occasione, e su indicazione di&nbsp;<b>Roberto Manganelli<\/b>, socio fondatore e promotore del Censimento di Orchidee spontanee, \u00e8 stato possibile rinvenire due antichi cippi di confine, entrambi con stemma araldico, distanti l&#8217;uno dall&#8217;altro non pi\u00f9 di quattro metri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi segnacoli sono caratterizzati da una forma rettangolare, pi\u00f9 larga e abbozzata alla base, mentre la parte superiore \u00e8 tondeggiante. Tutti e due misurano in lunghezza non pi\u00f9 di un metro e sono in pietra serena. Un cippo \u00e8 chiaramente contestualizzabile nel punto di rinvenimento mentre l&#8217;altro sembra essere fuori contesto (forse spostato in antico o eventualmente disceso dal punto di origine a causa della pioggia), in quanto era del tutto fuori dal terreno.<\/p>\n<div id=\"attachment_908\" style=\"width: 620px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-908\" class=\"wp-image-908 size-large\" src=\"http:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto.1-1024x683.jpg\" alt=\"\" width=\"610\" height=\"407\" srcset=\"https:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto.1-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto.1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto.1-768x513.jpg 768w, https:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto.1-1536x1025.jpg 1536w, https:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto.1.jpg 1840w\" sizes=\"auto, (max-width: 610px) 100vw, 610px\" \/><p id=\"caption-attachment-908\" class=\"wp-caption-text\">I due cippi rinvenuti con stemma araldico della famiglia Bianciardi<\/p><\/div>\n<div style=\"color: #666666;\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.valdelsa.net\/redazione\/publish\/img\/cippi01.jpg\" alt=\"\"><\/div>\n<div id=\"attachment_904\" style=\"width: 620px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-904\" class=\"wp-image-904 size-large\" src=\"http:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto-2.-Cippo-di-confine-con-stemma-araldico-della-famiglia-Bianciardi-1024x683.jpg\" alt=\"\" width=\"610\" height=\"407\" srcset=\"https:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto-2.-Cippo-di-confine-con-stemma-araldico-della-famiglia-Bianciardi-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto-2.-Cippo-di-confine-con-stemma-araldico-della-famiglia-Bianciardi-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto-2.-Cippo-di-confine-con-stemma-araldico-della-famiglia-Bianciardi-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto-2.-Cippo-di-confine-con-stemma-araldico-della-famiglia-Bianciardi.jpg 1472w\" sizes=\"auto, (max-width: 610px) 100vw, 610px\" \/><p id=\"caption-attachment-904\" class=\"wp-caption-text\">Cippo di confine con stemma araldico della famiglia Bianciardi<\/p><\/div>\n<div style=\"color: #666666;\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.valdelsa.net\/redazione\/publish\/img\/cippi02.jpg\" alt=\"\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #666666;\">Lo stemma araldico \u00e8 lo stesso per entrambi e rappresenta la nobile <\/span><b style=\"color: #666666;\">famiglia Bianciardi<\/b><span style=\"color: #666666;\">, attestata a Castellina fin dalla prima met\u00e0 del XV secolo. Lo stemma, infatti, \u00e8 costituito da una scala a tre pioli sormontata da una stella a otto punte e con all&#8217;interno dei pioli due mezze lune crescenti (ASFI, Raccolta Ceramelli Papiani, n\u00b0 671). Non vi \u00e8 stata impressa alcuna data, ma solo le iniziali del proprietario: &#8220;C.B.&#8221;.<\/span><br style=\"color: #666666;\"><br style=\"color: #666666;\"><span style=\"color: #666666;\">Della famiglia Bianciardi sono attestati beni immobili (terreni, poderi, ecc) fin dall&#8217;inizio del Cinquecento anche nella localit\u00e0 in questione, ossia Tregole\/Trebbio\/Ferrale. Da una antica testimonianza cartografica della zona (databile tra la fine del Seicento e il 1725), risultano ampie propriet\u00e0 dei Bianciardi nella localit\u00e0 di Tregole (si citano Lorenzo e Francesco Bianciardi, ad esempio). Secondo le nostre informazioni (basate su ricerche e studi documentati), eminenti e ricchi membri della famiglia Bianciardi aventi un nome che inizia con la lettera &#8220;C&#8221;, sono: dott. Cosimo, Pievano della chiesa del SS. Salvatore di Castellina (inizio Seicento &#8211; 1670); Clemente (attestato tra il 1667 e il 1723 ca.) e capitano Cosimo (morto nel il 1743).<\/span><br style=\"color: #666666;\"><br style=\"color: #666666;\"><span style=\"color: #666666;\">Si ritiene che i cippi siano databili verosimilmente entro la prima met\u00e0 del Settecento (se non prima), in quanto lo stile, alcuni particolari e il tipo di pietra utilizzata, corrispondono visibilmente allo stemma araldico posto sull&#8217;entrata, tutta in pietra serena, dell&#8217;oratorio di S. Francesco sito in via Ferruccio, nel centro di Castellina. Oratorio aperto al pubblico nel 1747 (secondo il testamento del capitano Cosimo succitato).<\/span><br style=\"color: #666666;\"><br style=\"color: #666666;\"><span style=\"color: #666666;\">Anche se molto rovinato, \u00e8 ancora osservabile il disegno dello stemma nobiliare e il particolare delle mezze lune nei pioli della scala, le quali sono due, come nei cippi (e nei documenti in Archivio di Stato a Firenze), mentre in altri stemmi e riproduzioni tardo ottocenteschi e di primo Novecento, presenti sempre nel centro storico di Castellina o in altre frazioni (vedi La Piazza), oltre ad essere caratterizzati da una maggior precisione delle forme, mostrano chiaramente una differenza, ossia l&#8217;inserimento di un&#8217;altra mezza luna nell&#8217;ultimo piolo della scala, la quale va a configurarsi come una scala contenente tre mezze lune anzich\u00e9 due (un altro stemma dei Bianciardi, sempre settecentesco, \u00e8 possibile trovarlo sulla facciata del palazzo comunale di Fiesole, in quanto un membro di questa famiglia fu Podest\u00e0 nel 1754), particolare che non caratterizza gli stemmi araldici pre-settecenteschi.<\/span><br style=\"color: #666666;\"><br style=\"color: #666666;\"><\/p>\n<div style=\"color: #666666;\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.valdelsa.net\/redazione\/publish\/img\/cippi05.jpg\" alt=\"\"><\/p>\n<div id=\"attachment_907\" style=\"width: 235px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-907\" class=\"size-medium wp-image-907\" src=\"http:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto-5-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto-5-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto-5.jpg 734w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><p id=\"caption-attachment-907\" class=\"wp-caption-text\">Stemma del Podest\u00e0 di Fiesole Pietro di Bartolomeo di Lorenzo Bianciardi (1754)<\/p><\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #666666;\">Considerando che le antiche testimonianze araldiche di una delle famiglie pi\u00f9 importanti del territorio castellinese, qual \u00e8 stata la famiglia <strong>Bianciardi<\/strong>, sono del tutto scomparse o fortemente degradatesi (come lo stemma posto sull&#8217;oratorio di S. Francesco in paese), i suddetti cippi di confine rappresentano un importante recupero in termini storico-artistici, testimoniano ulteriormente l&#8217;estensione economica di questo nucleo familiare, dunque l&#8217;importanza all&#8217;interno del tessuto sociale locale, individuando precisamente alcuni possedimenti in localit\u00e0 Tregole\/Ferrale, oltre a tramandarci un&#8217;apprezzabile decorazione araldica ragionevolmente riconducibile ai sec. XVII-XVIII e definibile come l&#8217;unica, di questo periodo (sei-settecento), ancora esistente in loco.<\/span><br style=\"color: #666666;\"><br style=\"color: #666666;\"><span style=\"color: #666666;\">Per una questione di tutela, recupero e valorizzazione, si \u00e8 gi\u00e0 richiesto al Comune di poter trasferire, quanto prima, almeno uno di questi cippi a Castellina in Chianti, in maniera tale da esporlo all&#8217;interno dei locali della Rocca quattrocentesca che gi\u00e0 ospita un Museo archeologico e alcune decorazioni architettoniche presenti in passato sui palazzi del centro storico. Ma, non rappresentando pi\u00f9 un termine confinario, tali cippi potrebbero essere recuperati direttamente dalla famiglia Bianciardi, se lo volessero.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_905\" style=\"width: 620px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-905\" class=\"wp-image-905 size-large\" src=\"http:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto-3-1024x683.jpg\" alt=\"\" width=\"610\" height=\"407\" srcset=\"https:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto-3-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto-3-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto-3-768x513.jpg 768w, https:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto-3-1536x1025.jpg 1536w, https:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto-3.jpg 1840w\" sizes=\"auto, (max-width: 610px) 100vw, 610px\" \/><p id=\"caption-attachment-905\" class=\"wp-caption-text\">I soci del Gruppo Salingolpe che hanno rinvenuto i manufatti: Remo Silei, Roberto Manganelli e Alessandro Viti<\/p><\/div>\n<div style=\"color: #666666;\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.valdelsa.net\/redazione\/publish\/img\/cippi03.jpg\" alt=\"\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><br style=\"color: #666666;\"><span style=\"color: #666666;\">A breve distanza, continuando l&#8217;escursione, si sono rinvenuti altri due cippi di confine questa volta senza alcun riferimento grafico. Infine, a circa duecento metri in linea d&#8217;aria (misura appositamente rilevata in situ) dalla localizzazione dei primi cippi con stemma araldico, una zona, eccessivamente ricca di pietrame vagamente sparso ovunque, ha attirato l&#8217;attenzione di tutti. Dopo aver individuato alcune concentrazioni di questi blocchetti di pietra serena e salito un piccolo pendio, siamo giunti in un&#8217;area modesta per dimensioni, pi\u00f9 o meno circolare, attestante un sito di estrazione; una vera e propria <\/span><b style=\"color: #666666;\">cava di pietra serena<\/b><span style=\"color: #666666;\">.<\/span><br style=\"color: #666666;\"><br style=\"color: #666666;\"><\/p>\n<div style=\"color: #666666;\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.valdelsa.net\/redazione\/publish\/img\/cippi04.jpg\" alt=\"\"><\/p>\n<div id=\"attachment_906\" style=\"width: 620px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-906\" class=\"wp-image-906 size-large\" src=\"http:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto-4.-Cava-di-pietra-serena-1024x683.jpg\" alt=\"\" width=\"610\" height=\"407\" srcset=\"https:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto-4.-Cava-di-pietra-serena-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto-4.-Cava-di-pietra-serena-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto-4.-Cava-di-pietra-serena-768x513.jpg 768w, https:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto-4.-Cava-di-pietra-serena-1536x1025.jpg 1536w, https:\/\/www.grupposalingolpe.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Foto-4.-Cava-di-pietra-serena.jpg 1840w\" sizes=\"auto, (max-width: 610px) 100vw, 610px\" \/><p id=\"caption-attachment-906\" class=\"wp-caption-text\">Piccola cava di pietra serena abbandonata<\/p><\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #666666;\">Il sito \u00e8 visibilmente abbandonato e non di recente. Molte pietre mostrano evidenti segni di lavorazione. Si \u00e8 trovato in loco un altro cippo finito nella forma (ben squadrata, quasi piramidale) simile ai primi con stemma araldico ma non riportante alcuna informazione grafica, inoltre si \u00e8 notata una specie di piccola struttura (capanno?), a pianta pseudo quadrata, non meglio descrivibile.<\/span><br style=\"color: #666666;\"><br style=\"color: #666666;\"><span style=\"color: #666666;\">Per questo sito, al pari di beni culturali gi\u00e0 opportunamente schedati presso la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici (mulini, vecchie fornaci, ecc) si ritiene necessaria una verifica\/sopralluogo da parte del funzionario responsabile, al fine di censire quest&#8217;area ed eventualmente dichiararne l&#8217;interesse storico ed etno-antropologico cos\u00ec come dettato dall&#8217;art.10, comma 4, lettera h, del Codice dei Beni Culturali e successive modifiche e\/o integrazioni.<\/span><\/p>\n<p><br style=\"color: #666666;\"><br style=\"color: #666666;\"><b style=\"color: #666666;\">Vito De Meo <\/b>[fonte: valdelsa.net]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di questo rinvenimento fortuito se n&#8217;\u00e8 gi\u00e0 parlato qualche mese fa, se pur in&nbsp;sintesi, sulle colonne de La Nazione Siena (13.06.2014), ma la particolarit\u00e0 dei manufatti nonch\u00e9 il contesto di rinvenimento meritano certamente un approfondimento. Tutto \u00e8 partito da un&#8217;escursione di alcuni soci del&nbsp;Gruppo Archeologico Salingolpe&nbsp;nelle localit\u00e0 di Trebbio e Ferrale; escursione programmata per osservare la grande biodiversit\u00e0 dei nostri boschi e cercando di ripercorrere i sentieri di un&#8217;antica pianta del Trebbio rinvenuta dal Gruppo Salingolpe qualche mese prima. In quest&#8217;occasione, e su indicazione di&nbsp;Roberto Manganelli, socio fondatore e promotore del Censimento di Orchidee spontanee, \u00e8 stato possibile rinvenire due antichi cippi di confine, entrambi con stemma araldico, distanti l&#8217;uno dall&#8217;altro non pi\u00f9 di quattro metri. Questi segnacoli sono caratterizzati da una forma rettangolare, pi\u00f9 larga e abbozzata alla base, mentre la parte superiore \u00e8 tondeggiante. Tutti e due misurano in lunghezza non pi\u00f9 di un metro e sono in pietra serena. 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